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Patrimonio e Architettura

Volte che raccontano: alla scoperta degli affreschi nascosti del Palazzo del Monferrato

Palazzo del Monferrato
Volte che raccontano: alla scoperta degli affreschi nascosti del Palazzo del Monferrato

Photo: Petar Milošević, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Chi attraversa per la prima volta i saloni nobili del Palazzo del Monferrato tende a guardare davanti a sé: le porte, gli arredi, le vedute che si aprono sulle colline. Ma la regola d'oro di ogni visita consapevole è un'altra: alzare lo sguardo. È lì, tra le trabeazioni e le cornici in gesso, che il palazzo rivela il suo programma decorativo più ambizioso.

Un teatro di cielo e mito

Gli affreschi delle volte furono concepiti come un teatro celeste: nella Sala delle Allegorie, figure di virtù personificate — la Prudenza, la Magnificenza, la Giustizia — fluttuano tra nuvole ePutti in una prospettiva che inganna l'occhio e apre il soffitto verso un cielo irreale. È il linguaggio tipico del Barocco piemontese, quello che nelle stesse stagioni dava forma alle residenze sabaude: la pittura non decora, narra.

Le scene mitologiche non sono scelte casuali. Il trionfo di una divinità, la caduta di un gigante, l'apoteosi di un eroe classico: ogni episodio rimanda, in chiave indiretta, alle glorie della casata che commissionò i lavori. Leggere le volte significa dunque leggere un manifesto politico dipinto a colori freschi, destinato a impressionare gli ospiti che salivano lo scalone d'onore.

Le mani dei pittori

Le fonti d'archivio, pur lacunose, permettono di ricostruire la presenza di maestranze attive tra il tardo Seicento e il primo Settecento, in contatto con i cantieri di Casale e di Torino. È probabile il ricorso a quadraturisti specializzati, figure di artigiani-artisti capaci di costruire architetture dipinte tanto credibili da sembrare vere. Il nome preciso dell'inventore di ciascuna scena resta in parte oggetto di studio: una ragione in più, per chi frequenta il palazzo, per seguire gli approfondimenti che la ricerca restituisce di anno in anno.

Certo è che le diverse stanze mostrano mani differenti: accanto a figure di grande qualità anatomiche coesistono passaggi più rapidi, affidati a collaboratori. Questa variabilità è essa stessa un documento: racconta l'organizzazione di un cantiere, la gerarchia di una bottega, i tempi di una committenza.

Come leggere una volta affrescata

Per il visitatore attento, qualche suggerimento pratico:

Prenotare le aperture straordinarie

Alcune delle volte meglio conservate si trovano in ambienti non inclusi nel percorso ordinario, aperti in occasioni particolari: giornate di apertura straordinaria, visite guidate a tema, appuntamenti legati agli eventi culturali del territorio. Le prenotazioni si effettuano attraverso i canali ufficiali del palazzo, con gruppi ridotti per salvaguardare gli affreschi e garantire la qualità dell'esperienza.

Il consiglio è di anticipare: le date straordinarie, soprattutto in primavera e durante il periodo delle manifestazioni monferrine, si esauriscono rapidamente. Portate con voi un binocolo da teatro, o un piccolo cannocchiale: le figure delle volte, viste da vicino, rivelano dettagli che dall'alto sfuggono — un'iscrizione, un volto di scambio, un piccolo mondo dipinto secoli fa e ancora intatto.

Perché è proprio questo il messaggio che le volte del Palazzo del Monferrato ci lasciano: la bellezza, a volte, va cercata dove nessuno pensa di guardare.

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